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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 In questi giorni leggiamo dei sussulti nell'editoria generalista: il Corriere decide di far pagare i contenuti da telefonino; Murdoch decide di far pagare le versioni web di Times e Sunday Times. Insomma, tutti sono alla ricerca di un modo di far rendere alle nuove tecnologie quello che perdono sui "media" cartacei. Ci vorrà del tempo perché emerga un nuovo modello di business. E nel frattempo la "carta" continuerà la sua inesorabile discesa, senza però sparire del tutto. Queste sono le dinamiche dell'editoria generalista. L' editoria b2b (business to business) incontra invece una serie di elementi aggiuntivi di difficoltà. Se in precedenza le aziende avevano solo due strumenti per farsi conoscere ai propri potenziali clienti - fiere e riviste specializzate - oggi i mezzi di promozione si sono moltiplicati: siti, pagine sui social network, iniziative promozionali, eventi, convegni, house-organ, mostre locali ed workshop aziendali. Insomma, fiere e riviste specializzate adesso sono solo UNO dei possibili investimenti. Ed è così che la torta della pubblicità da dividere per gli editori si è ridotta significativamente. Ma se agli editori classici rimanevano almeno i lettori (anche loro in calo), all'editoria specializzata invece il conforto degli introiti dagli abbonamenti non è sufficiente: raramente, infatti, queste riviste incassano più di un ottimistico 10% del loro fatturato dai lettori. Un altro elemento da non trascurare è lo scarso numero (in valore assoluto) di lettori di riferimento. Se, per fare un esempio, un editore può inventarsi un servizio nuovo e venderlo a un milione di lettori, lo stesso servizio avrà centinaia o al massimo migliaia di acquirenti potenziali, nel regno b2b. Ovvio quindi che il successo dei vari social network o delle "apps" rivoluzionarie non riguarda il regno della stampa specializzata.La situazione di "asfissia" in cui si trova questo settore (non si conta più il numero di riviste che, dopo essere dimagrite all'inverosimile, chiudono definitivamente i battenti) non è figlia della cattiva "congiuntura economica": la crisi ha solo avuto la funzione di catalizzatore di mali preesitenti. E nessuno degli attori esistenti, in questo momento, osa provare nuovi modelli di business che, se si rivelassero inadeguati, potrebbero portare al tracollo. Tutti aspettano, dunque, e nel frattempo stringono la cinghia. Ma a mio avviso, occorreranno almeno 3-5 anni (e qualche idea) perché l'editoria b2b ritrovi la sua strada e la sua missione. Non sono così sicuro che in questo lasso di tempo la cintura possa restare sempre più stretta... L'economia ha bisogno dell'informazione. Ma all'informazione serve un nuovo orizzonte editoriale.
E' arrivato il momento di riportare l'originale brano del Teeteto da cui è tratta l'espressione che fa da motto a questo sito.
Socrate - Quelli che fin da giovani hanno frequentato tribunali e luoghi simili rischiano proprio di sembrare degli schiavi se messi in rapporto con coloro che sono stati allevati nella filosofia, e negli studi che essa ispira, che sono uomini liberi.
Teodoro - Come mai?
Socrate - E’ che a questi ultimi il bene che tu dici è sempre presente: hanno tempo, e i loro discorsi sono fatti con calma, col tempo che ci vuole. Guarda noi adesso: è già la terza volta che prendiamo discorso dopo discorso; i filosofi faranno sempre così se un argomento, a loro come a noi, piace di più di quello che stanno trattando: a loro non importa nulla della lunghezza o brevità dell’argomento; importa solo di raggiungere la verità. Gli uomini di legge invece non parlano mai ad altri se non ad altra gente a cui manca il tempo: l’acqua della clessidra che scorre davanti ai loro occhi non si ferma ad aspettarli. Non hanno libertà di andare a fondo a loro gradimento sull’argomento del loro discorso: il dovere è là, il loro avversario è implacabile con il suo atto di accusa, e gli articoli della legge una volta proclamati sono barriere che l’arringa non deve oltrepassare, consacrati da reciproco giuramento. Queste persone non sono altro che schiavi davanti al loro comune padrone che siede avendo nelle mani una qualche denuncia. I loro argomenti non hanno mai una portata indifferente, ma sempre immediatamente personale, e spesso la loro stessa vita è il prezzo della gara; così tutte queste prove rafforzano le loro energie, aguzzano il loro ingegno, li rendono abili a dir parole che adulano il padrone, insegnano loro la maniera di guadagnarne la benevolenza e le loro anime diventano piccole e contorte. Crescita, rettitudine, libertà, la stessa giovinezza: la loro schiavitù gli porta via tutto, costringendoli a pratiche tortuose; getta le loro anime ancora giovani in pericoli così gravi e in così gravi paure che non potendo contrapporvi il giusto e il vero, si rivolgono tutti alla menzogna, all’ingiustizia che si fanno gli uni con gli altri, e così si piegano, vivono in modo contorto, si rimpiccioliscono. Così non c’è più nulla di sano nel loro pensiero quando la loro adolescenza ha termine e diventano uomini, e credono di essere esperti e saggi.
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