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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Calor d’una carezza mi raccoglie se resto a contemplare quella luce che scura splendon gli occhi dal profondo. Mistero di una spezia dell’oriente, il tuo silenzio intona un canto denso d’aromi delicati e melodiosi
Or che passò tempesta riposa le tue membra fiume che porti in piena acque affrettate al mare
Complici le tue anse un tempo non lontano fluente nel tuo abbraccio cingesti me viandante
Di notte, se tardo a sognare, Cupa mi coglie magia d'incontro di streghe e di fate
Poi che calor t'avvinse cieco tizzòn riarso curvo donasti al vento pioggia consunta al fuoco
Di etereo sapore germoglio lasciasti che spira torpore e sogno m'adduce ch'un giorno lontano un fiore sarà
Di Franco (del 05/01/2009 @ 00:20:16, in Arte, linkato 81 volte)
Qualche settimana fa ho letto il bel libro di Daniel Barenboim "La musica sveglia il tempo". Una delle tesi portate avanti nel libro - inserita in un discorso complessivo sul rapporto tra gli ebrei e la musica di Wagner - è che la musica è una forma d'arte che supera il proprio tempo. In effetti, il tema del rapporto tra la musica, il musicista e il loro contesto non è di semplice analisi. A un estremo del filo del discorso troviamo chi sostiene che non bisogna versar tributo con esecuzioni o ascolti a persone, come ad esempio Wagner, che hanno avuto modo di distinguersi per le loro idee "bellicose". All'altro estremo si rischia di considerare il "bello" una cosa "assoluta" e avulsa al contesto in cui è nata, quando sappiamo benissimo che ascoltare, per esempio, Beethoven o Chaikovsky senza conoscerne la storia non sarebbe la stessa cosa... E dunque? Si potrebbe mediare proponendo di "isolare" i contesti: le idee di Wagner erano deplorevoli sul piano politico, ma non su quello musicale. Condanniamolo dunque politicamente, ma non musicalmente. Questa soluzione è di indubbio buon senso, ma trascura il fatto che la parola "politica" ha a che fare con la "weltanschaung" delle persone, con il loro concetto di vita, mondo e persino dell'arte. La musica, da par suo, è arte e in quanto tale è dunque espressione di un modo di essere. I due "mo(n)di" dell'arte e della politica rappresentano quindi ciascuno un fattore di sintesi della persona che non può essere isolato dal contesto. Sono due sfere che si toccano e compenetrano in relazioni estremamente "pericolose" e, spesso, addirittura prolifere. Sono facce della stessa medaglia.
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