|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Franco (del 09/09/2008 @ 08:59:56, in Tennis, linkato 174 volte)
Stanotte Roger Federer ha conquistato a New York il suo 13mo Slam (e il quinto USopen di fila) battendo in finale Andy Murray, giovane scozzese che ha dimostrato eccellenti qualità nel corso dell'ultimo anno e soprattutto in questo torneo. Tra i fan del Re, recentemente scalciato dalla testa della classifica ATP da un Nadal in miglioramento costante, è grande l'entusiasmo per il ritorno del campione. A mio avviso Roger ha semplicemente avuto una giornata meno appannata del suo (recente) solito e non ha avuto difronte un avversario mordace, complici la stanchezza e l'emozione della prima finale di uno Slam. Lo ripeto da inizio 2007 che Federer è in crisi e non certo dal punto di vista tecnico. Per diventare il campione che è questo giocatore ha sempre combinato gran classe con solidità. E la solidità, mi dispiace, è ancora ben lungi da venire. In questo anno e mezzo il Re ci ha sempre regalato momenti di grande tennis (a volte un set, a volte un game, a volte un paio di partite) salvo poi ripiombare nell'oscurità dei suoi pensieri contro il più improbabile dei suoi avversari. Io spero solo che questa vittoria e la pausa in arrivo lo aiutino a ritrovare la fiducia e a tornare quello che era, altrimenti il rischio è di ritrovarci davanti a un nuovo Safin, se pure certamente a ben altri livelli.
Ciao a tutti, riprovo a inserire la possibilità dei commenti, ma al prossimo attacco spammoso li tolgo per sempre (e peggio per tutti)
Sette anni fa - era il 2001 - su consiglio di un collega andai a provare la celebre pizza de La Taverna, in via Anzani a Milano. Era il tempo in cui trovare una pizza che avesse almeno la forma della pizza a Milano era impossibile. La delusione fu comunque cocente. Stantei il lasso di tempo trascorso, i miglioramenti generali del quadro pizzerie a Milano e una buona dose di buona volontà, supportato dalle continue lodi provenienti da più voci (anche napoletane) mi sono deciso a offrire un'altra chance a La Taverna.  Eccoci allora al dunque. Tanto per cominciare, una pizza dovrebbe essere rotonda, e la mia non lo era. Non un buon inizio. L'aspetto è quello (forma a parte) della vera pizza: cornicione rialzato, basilico ecc. Ma qui finiscono le coincidenze. Quella che ho mangiato stasera poteva essere iscritta a menu come " crostata al pomodoro con fantasia di formaggi", raccogliendo senza dubbio l'entusiasmo dei cultori del dolce e della nouvelle cuisine. Purtroppo hanno chiamato questa cosa "pizza margherita". Non è poi così divertente - il lettore mi creda - sparare sulla croce rossa. Ma mi tocca, devo farlo. Iniziamo dall' impasto. Insignificante, senza sale, senza consistenza. "Forse avranno utilizzato farina tipo 00", ho pensato per un attimo (che avessi ragione?). La cottura poco accorta è la migliore accoppiata per il risultato desiderato: una pizza bruciata fuori, croccante e... vuota dentro, dolce e dalla trama inconsistente. Il formaggio utilizzato è nella media (prodotto caseario a pasta filata senza sapore, ma almeno non c'è la temuta "colata"); il pomodoro buono, mentre il basilico è di tipo genovese (quindi non adatto a una margherita). Parmigiano non rilevato, ma del resto è un optional. Ciliegina sulla torta, un olio veramente pessimo in grado di dare al tutto un vago sapore di frittura. Prezzi contenuti (pizza, coca e coperto 9 euro), servizio sufficiente, locale conciato per le feste, con tanto di vesuvio, foto di Totò eccetera... In sintesi: se cercate un'esperienza di nouvelle cuisine con fantasie insapori a forma di pizza, La Taverna fa per voi. Se volete mangiarvi una pizza, rivolgetevi altrove (magari al Pomodorino che si trova la traversa accanto). Ci sono delle volte in cui non dovrei dare ascolto alla mia tolleranza. Certi sbagli vanno fatti una volta sola. Ma tant'è, anche stavolta l'ho fatto.
|