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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 Dalla home di Repubblica.it di oggi... innanzitutto è la terza volta in dieci giorni che danno la notizia del sorpasso (quasi sembra che stessero lì a fare il tifo) e non la prima; in secondo luogo... un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto, un'auto.
Di Franco (del 26/05/2008 @ 19:23:04, in Arte, linkato 81 volte)
Se avete tempo fate un salto alla mostra su Francis Bacon allestita a Palazzo Reale a Milano (in contemporanea con quelle su Canova e Balla). È una mostra che merita assolutamente una visita aprofondita. Non ci sono molti capolavori, ma l'esposizione è ben curata soprattutto per quanto riguarda i pannelli (l'audioguida è quasi inutile).
C'è un bellissimo filmato (lungo quasi 50 minuti) che vi aiuterà a scoprire l'uomo-artista nel corso di una lunga quanto incredibile intervista.
Come spesso accade, tuttavia, il premio della mostra sarà un "accessorio": nelle prime sale è esposto l'Innocenzo X di Velazquez, quadro a cui Bacon ha ispirato alcune sue opere. Inutile dire che il Velazquez vale da solo il prezzo del biglietto... Buona visita!
In questi giorni due aziende che mi hanno fornito per anni beni e servizi hanno perso un cliente.
Il primo caso è quello del Supermercato “Il Gigante” di Cinisello Balsamo, di cui sono cliente dal 2001. La storia è molto semplice: pubblicità ingannevole. Avevano un cartello (cfr la foto un po’ sfocata) che recita “Partecipa al Family Days. Al raggiungimento di almeno 15 euro di spesa unico scontrino nei reparti Pescheria, Macelleria, Gastronomia subito 5 euro di sconto alle casse”. Fatto spesa, unico scontrino, 28 euro, niente sconto. Perché? I 15 euro erano da spendere in uno solo dei tre reparti. Domanda: ma questo dove stava scritto? Dico, io mi considero un italiano alfabetizzato e quello è senza dubbio un messaggio pubblicitario ingannevole. Ho restituito la mia “bluecard” e non mi vedranno mai più.
Il secondo caso è quello della Banca Agricola Mantovana di Cinisello Balsamo (Gruppo Monte dei Paschi di Siena), di cui sono cliente dal 2005. Chi di voi sa a memoria quando scade il proprio bancomat? Io non lo sapevo. Ora lo so: mi scadeva il 30 aprile. Non me ne accorgo finché non riesco a perfezionare un pagamento venerdì 2 maggio. Lunedì 5 maggio vado in banca dove mi dicono che il nuovo bancomat avrebbe dovuto arrivarmi a casa una settimana prima della scadenza. Controllano che l’indirizzo di spedizione sia corretto e tutto risultata in ordine. Il ritardo, dunque, viene imputato ai ponti (25 aprile e primo maggio), mi tocca attendere fiducioso un paio di giorni. Così è. Dopo due giorni di vana attesa torno in banca: “Scusate ma non potete darmene un altro?”. No, è la risposta. Aspetto ancora. Il 14 maggio mi decido a chiedere aiuto a un bancario di fiducia all’interno della banca. Nessuna risposta. Il 16 sporgo reclamo ufficiale tramite il sito della banca. Il 19 maggio ricevo finalmente risposta dal bancario di fiducia: il bancomat si è perso perché è stato inviato a un vecchio indirizzo (si noti che la Banca è stata la prima azienda che ho informato del mio cambio di residenza due anni fa e mi manda regolarmente le comunicazioni al mio attuale indirizzo). La carta non prevenuta tornerà alla Banca Agricola Mantovana, alla Filiale di Cinisello Balsamo. Solo allora sarò contattato e potrò andarla a ritirare. A oggi, 22 maggio, sono ancora senza bancomat. Nel frattempo vado di assegni e carta di credito prepagata da 22 giorni. Quello che si chiama “attenzione al cliente”… dico, non potevano accorgersi del disguido postale appena ho fatto presente la cosa il 5 maggio, emettere una seconda carta e spedirmela immediatamente al nuovo indirizzo? Ecco. Il conto non posso chiuderlo così velocemente come ho restituito la “blucard” al Gigante, ma è mio fermo intendimento chiudere al più presto i rapporti con il Gruppo Monte dei Paschi di Siena.
Naturalmente le pagine di questo blog sono a disposizione delle due società qualora intendessero replicare.
Il dado è tratto, lascio il mio "posto fisso" come giornalista professionista e mi lancio nella libera professione. Lo so, sono l'uomo più in controtendeza del mondo e forse anche un fesso ;O) Però il lavoro dipendente non mi dava più stimoli, un po' per lo stipendio diciamo "poco adeguato", per essere cortesi, un po' per la carenza di stimoli allo sviluppo professionale. Constatato che il mondo dell'editoria business to business non è amante dei giornalisti professionisti, ho deciso di far da me. Addio quindi ai sofferti buoni pasto da 5,29 euro e a Don Pedro che li accettava a malincuore; addio alla burocrazia di presenze, timbrature e rimborsi spese; addio alla lotta per vedersi riconosciuti una categoria contrattuale. Benvenuto nel mondo dei titolari di partita IVA. Lo so, a quelle arrabbiature se ne sostituiranno altre, il tempo non avrà più tempo e non ci saranno più week end senza pensieri e settimane lavorative di 36 ore. Lo so, volete sapere alla fine che cosa farò. Manterrò da esterno un ruolo su "Automazione e Strumentazione" e ho trovato una nuova collega (Nicoletta) con cui condividere le sofferenze della vita del free lance nell'ambito di TechnicalNews. Farò (e in buona parte faremo) molte cose: attività di ufficio stampa, traduzioni tecniche, consulenze editoriali e, quanto a me, spero di allargare le mie collaborazioni lavorando come free lance anche per altre testate. Il mio obiettivo è raggiungere un equilibrio tra queste attività (non solo free lance, non solo aziende) per mantenere una certa varietà del lavoro, che è molto importante. Bon, auguratemi in bocca al lupo e a presto!
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