|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Nei giorni scorsi ho finito la lettura de "I Fratelli Karamazov" di Dostoevskij, che avevo iniziato quest'estate subito dopo "Delitto e castigo". L'impresa è stata ostacolata dalla (troppo) "storica" traduzione di Agostino Villa e dal volume del libro che mi ha reso difficile portarlo in giro nelle trasferte di lavoro. E così delle circa 1000 pagine, 900 le ho lette in estate e in queste vacanze natalizie. Un peccato non aver potuto concentrare la lettura in un lasso più ristretto! Che dire... una volta finita l'opera mi sento un po' orfano dei personaggi che mi hanno accompagnato tanto tempo: Mitja, Alesa e Ivan, in primis, e poi Fedor Pavolovic, Smerdjakov, lo starec Zosima, i piccoli Kolja, Smurov e Iljusa e la sua mammetta. Il romanzo è veramente bello: se c'è uno che sa portare il lettore a spasso di qua e di là in una storia intricata e ricca di digressioni, in uno scritto con molteplici livelli di lettura, questi è senza dubbio Dostoevskij. Personalmente non lo considero però il miglior romanzo russo che abbia letto, continuando a preferire l'onirico "Il maestro e Margherita" di Michail Bulgakov. E poi devo ancora leggere Tolstoij e Cechov! Adesso mi prenderò un periodo di riposo e, in assenza di significative vacanze da dedicare alla lettura, passerò a qualche libretto di attualità: ho iniziato "Toghe Rotte" di Bruno Tinti. Tra i papabili prossimi c'è anche l'ormai mitico "Gomorra" di Saviano.
|