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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Dopo Alberto Asor Rosa, a cui oggi ha piccatamente replicato l'assessore alla sicurezza del Comune di Firenze, Graziano Cioni (se no che tormentone sarebbe?), ecco che interviene sull'argomento nientepopodimeno che Giuseppe Tornatore, nominato esperto di politiche lavavetristiche dal sempre mitico Corriere.it grazie al fatto di essere stato rapinato nelle scorse settimane. Ad occuparsi dell'imperdibile opinione di questo importante esperto (ricordiamo solo incidentalmente che è un regista cinematografico...) è un articolo a firma di Aldo Cazzullo, una delle firme di spicco del quotidiano di Via Solferino, il quale non manca di presentarci il suo personaggio (manco fosse Dostojevsky): nel paragrafo significativamente intitolato "Le disavventure di Tornatore" il nostro eroe è appena "tornato a casa vestito da fantasma per non ostentare le ferite"! Ma veniamo a noi. Questo è il pezzo di intervista a Tornatore che più mi è piaciuto: «E io ricordo il caso di un bambino albanese, che lavava i vetri ai semafori. Un giorno due colleghi lo picchiarono e lo derubarono. Lui corse a casa dai genitori, ma non fu consolato; fu rimproverato. Il giorno dopo uscì per tornare al semaforo, e sparì. Le ricerche durarono giorni, ne scrissero i giornali, i genitori lo pensavano ucciso e rapito. Invece il bambino era fuggito in Albania; era tornato dalla nonna. Ecco, un piccolo lavavetri diede a tutti noi una grande lezione, di coraggio e di dignità». ECCOLO, lo sapevo (leggete il post precedente) che prima o poi sarebbe venuta fuori una qualche storia di un Piccolo Lavavetri, alla Libro Cuore. Prosegue poi Tornatore (con una clamorosa caduta di stile): «Neppure i lavavetri sono tutti uguali. Ci sono quelli che indispettiscono anche me, quando sporcano la macchina per lavarla senza chiedere. Ci sono quelli che sono simpatici e utili, perché aspettano un cenno; e se ho uno spicciolo in tasca il cenno lo faccio sempre, perché i vetri non li lavo mai». Ecco, allora aveva ragione Asor Rosa: purché non si disturbi. E adesso sappiamo anche che Tornatore i vetri non li lava mai.
In una lettera all’autorevole “Corriere della Sera” (si capisce che autorevole è ironico?), Alberto Asor Rosa interviene sul tormentone di fine estate, che non è – come i più ingenui potrebbero pensare – la canzone “Toda joia toda beleza” di Roy Paci e Aretuska, ma la vicenda del Piccoli Lavavetri Fiorentini. Non ho nessuna voglia di discutere di questo ennesimo caso di rumore mediatico. Però c’è questo passaggio di Asor Rosa che mi è piaciuto molto e lo riporto qui sotto “Per forza che la maggioranza, la grande maggioranza, sta con l'ordinanza del Comune di Firenze: mettete insieme la quasi totalità dell'elettorato di centrodestra con la maggioranza di quello di centrosinistra, e avrete questa spaventosa miscela di conformismi, questo incontro di volontà armate, che, invece di confrontarsi e scontrarsi, come sarebbe giusto, beatamente si incontrano e si sommano sui principi fondamentali, il più importante dei quali dice: per favore, preferirei non essere disturbato”.
Di Franco (del 01/09/2007 @ 10:01:35, in Moto, linkato 185 volte)
Alla fine l'ho fatto: ho comprato lo Sportcity 250 Aprilia. In attesa di finire il rodaggio e recensirlo in maniera approfondita vi mostro un paio di foto. 
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