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www.francanna.com - www.francocanna.it - Il sito di Franco Canna Blog
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Franco (del 04/03/2010 @ 22:23:16, in Letteratura, linkato 3 volte)
E' arrivato il momento di riportare l'originale brano del Teeteto da cui è tratta l'espressione che fa da motto a questo sito.


Socrate - Quelli che fin da giovani hanno frequentato tribunali e luoghi simili rischiano proprio di sembrare degli schiavi se messi in rapporto con coloro che sono stati allevati nella filosofia, e negli studi che essa ispira, che sono uomini liberi.

Teodoro - Come mai?

Socrate - E’ che a questi ultimi il bene che tu dici è sempre presente: hanno tempo, e i loro discorsi sono fatti con calma, col tempo che ci vuole. Guarda noi adesso: è già la terza volta che prendiamo discorso dopo discorso; i filosofi faranno sempre così se un argomento, a loro come a noi, piace di più di quello che stanno trattando: a loro non importa nulla della lunghezza o brevità dell’argomento; importa solo di raggiungere la verità. Gli uomini di legge invece non parlano mai ad altri se non ad altra gente a cui manca il tempo: l’acqua della clessidra che scorre davanti ai loro occhi non si ferma ad aspettarli. Non hanno libertà di andare a fondo a loro gradimento sull’argomento del loro discorso: il dovere è là, il loro avversario è implacabile con il suo atto di accusa, e gli articoli della legge una volta proclamati sono barriere che l’arringa non deve oltrepassare, consacrati da reciproco giuramento. Queste persone non sono altro che schiavi davanti al loro comune padrone che siede avendo nelle mani una qualche denuncia. I loro argomenti non hanno mai una portata indifferente, ma sempre immediatamente personale, e spesso la loro stessa vita è il prezzo della gara; così tutte queste prove rafforzano le loro energie, aguzzano il loro ingegno, li rendono abili a dir parole che adulano il padrone, insegnano loro la maniera di guadagnarne la benevolenza e le loro anime diventano piccole e contorte. Crescita, rettitudine, libertà, la stessa giovinezza: la loro schiavitù gli porta via tutto, costringendoli a pratiche tortuose; getta le loro anime ancora giovani in pericoli così gravi e in così gravi paure che non potendo contrapporvi il giusto e il vero, si rivolgono tutti alla menzogna, all’ingiustizia che si fanno gli uni con gli altri, e così si piegano, vivono in modo contorto, si rimpiccioliscono. Così non c’è più nulla di sano nel loro pensiero quando la loro adolescenza ha termine e diventano uomini, e credono di essere esperti e saggi.
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Di Franco (del 02/02/2010 @ 09:29:28, in Letteratura, linkato 14 volte)
Mentre su oscuro manto
muto mirar ponea
tenue chiaror soggiunse
d'alba di terza luna
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Di Franco (del 25/11/2009 @ 00:44:22, in Letteratura, linkato 83 volte)
Mi è sempre piaciuto tradurre dal Latino.Certo, da quando traducevo impunemente il "De Vita Beata" di Seneca sono passati una quindicina di anni... durante i quali tanta sabbia si è posata sulle mie conoscenze.

 

Però un po' di archeologia dell'io la pratico sempre con piacere. Ecco il risultato: due celebri carmi del poeta tradotti da me a inizio ottobre 2008.

 

"Vivamus mea Lesbia,atque amemus,
Rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt;
Nobis cum semel occidit brevis lux,
Nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deide centum,
Dein mille altera, dein seconda centum,
Deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
Conturbabimus illa, ne sciamus,
Aut ne quis malus invidere possit,
Cum tantum sciat esse basiorum."

Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci
e ai brusii dei severi anziani
diamo in tutto il valor di un nulla.
Il sole sa morire e sa tornare;
quando la breve luce se ne andrà,
ci resterà solo un'eterna notte da dormire.
Dammi mille baci, poi cento,
e poi mill'altri e cento ancora
poi di nuovo altri mille, poi cento.
Poi, quando ne saran tante migliaia,
li confonderem per non saperlo
e perché nessun possa invidiarci
al saper che tanti sono i baci

 

(traduzione di Franco Canna)

 

Il buon Catullo una volta si prese la briga di riscrivere a modo suo una poesia di Saffo dedicata alla sua Lesbia. La seconda e la terza strofa, con la descrizione del torpore d'amore, sono indimenticabili. E descrivono, con grazia di minuzie, sentimenti altrimenti indescrivibili... Quanto all'ultima strofa, mi faccio un augurio: se questa è la rovina, che possa io andare in malora per tutta la vita!

 

 

"Ille mi par esse deo videtur,
ille, si fas est, superare divos,
qui sedens adversus identidem te
spectat et audit

dulce ridentem, misero quod omnis
eripit sensus mihi: nam simul te,
Lesbia, aspexi, nihil est super mi


lingua sed torpet, tenuis sub artus
flamma demanat, sonitu suopte
tintinant aures, gemina teguntur
lumina nocte.

otium, Catulle, tibi molestum est:
otio exsultas nimiumque gestis:
otium et reges prius et beatas
perdidit urbes."



Pari a un dio mi sembra
o, se è lecito, superiore agli dei
chi, sedutoti di fronte, lungamente
ti guarda e t'ascolta

nel tuo dolce sorriso, che, a me misero,
rapisce tutti i sensi: appena ti vedo,
infatti, Lesbia, non mi resta nemmeno
un fil di voce

la lingua s'intorpidisce, sottile sotto pelle
una fiamma s'infonde, del loro stesso suono
rimbombano le orecchie, i miei due occhi
s'offuscan come a notte

L'amore, Catullo, ti fa male:
per amore esulti e troppo smani:
l'amore ha già rovinato re e città
un tempo assai felici.


Ed eccone una versione in Napoletano, da migliorare con i vostri contributi... commentate!

A me pare ‘nu pataterno
O uno cchiù meglio ancora
chi, assettato ‘n faccia a te,
te po’ guarda’ e sta a senti’ nu sacc ‘e tiemp

a te ca doce doce
ce miett’ ‘nu sorriso, ca marammè
me stupedea sano sano: cumm’ te veco,
Lesbia, nun me rimmane niente
manco nu poco ‘e voce

a lengua s ‘nturzechea
 e dint’ all’ossa se spanne ‘na lampa,
‘e rrecchie s’arriegneno d’‘o loro istesso rummore
e ‘ll’uocchie mie se stutano int’o scuro

L'ammore, Catu’, te fa fa sulo guaje:
l’ammore te fa sciala’ e te ne vaje ‘e capa:
l'ammore ha già ‘nuajato a rre e città
ca ‘na vota stevan’  tantu belle.
 


(traduzione di Franco Canna)

 

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Di Franco (del 14/08/2009 @ 00:37:18, in Letteratura, linkato 33 volte)
I
Non tutti sanno che gli Annales e le Historiae di Tacito non si limitarono al racconto dei tempi della Roma imperiale, dalla morte di Augusto all'avvento della dinastia degli Antonini.
Sono stati rinvenuti alcuni libri degli Annales relativi a periodi successivi al 117 dc, anno della scomparsa dello storico. Queste altre vicende sono descritte con la medesima cura e precisione storica che caratterizza i resoconti noti dell'età imperiale.
Il lettore potrebbe obiettare che questo Publio Cornelio Tacito non fu coevo di Nerone e Domiziano, ma di Federico II o di Machiavelli o Galileo. Tenga tuttavia nel dovuto conto questo altro elemento: l'ultima delle annate documentate da Tacito potrebbe difficilmente definirsi "storica": a meno di non convincerci che stiamo vivendo nell'anno 2345. E questa è anche la ragione unica per cui il fatto stesso che gli Annales non finiscano i loro racconti all'anno 96 dc è opportunamente occultato alla pubblica opinione.
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Di Franco (del 11/06/2009 @ 08:16:12, in Politica, linkato 31 volte)
Ditemi voi se è normale che Repubblica definisca "antiitaliano" un uomo che si opponeva al colonialismo e al fascismo...



Per sapere invece chi era al-Mukhtar cosiglio questo breve articolo de Il Sole 24 ORE
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Di Franco (del 08/06/2009 @ 09:28:26, in Politica, linkato 24 volte)
Che cosa succederà adesso, dopo i clamorosi (???) risultati delle Europee 2009?
"Sinistra in libertà" coglierà l'occasione per una bella scissione tra l'anima verde e quella socialista; "Biforcazione Comunista" e i "Consumisti Italiani", terrorizzati dalla pericolosa vicinanza al 4%, non si presenteranno mai più insieme. Il "Partito Demorauco" proporrà sottovoce un nuovo congresso con massimo tre correnti a testa per parisiani, teodem, dalemiani, rutelliani, socialisti, prodiani/ulivisti; "l'Italia dei livori" si arrabbierà il doppio e sempre più sgrammaticatamente; "l'Unione dei Casini" proporrà Vittorio Emanuele Re d'Europa; il "Populismo della Libertà" se la prenderà con i giudici per non aver preso il 40%; la "Lega il Nord" presenterà un candidato sindaco in tutti i comuni settentrionali del Lazio; "'A Destra" lascerà i "Pensionanti" e si unirà con "Fossa Nuova"; i "Radicanti"  faranno uno sciopero del sesso e chiederanno a Vespa una trasmissione compensativa per puntare al 4% alle prossime elezioni e poi si scioglieranno.
Insomma, non cambierà niente...
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Di Franco (del 29/05/2009 @ 21:43:52, in Generali, linkato 34 volte)
Non più di un mesetto fa ho intervistato per Rivista di Meccanica Oggi una persona di Prima Industrie. Stavo raccogliendo informazioni per un articolo che parlava di fusioni, acquisizioni e alleanze tra imprese. Di Prima Industrie mi interessavo per via dell'importante acquisizione della società Finn Power.

Non sono impazzito, sto raccontando questo episodio per un motivo meritorio. Dunque, ho saputo adesso che l'amministratore delegato di Finn Power Italia è l'ing. Franco Canna, mio omonimo.

Come? Non valeva la pena leggere questa storia? Beh, allora vuol dire che non amate quanto me le storie diseredate... e questa lo è: si parla tanto e spesso di storie e destini che si incrociano, ma poco di quelli che, magari per poco, non si incrociano affatto. Vorrei dunque approfittarne per fare una dedica alle cose che non succedono.

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Di Franco (del 23/03/2009 @ 00:47:59, in Pizza e gusti, linkato 47 volte)
Recentemente, guardando un po' che cosa si dice in giro della pizza di "Il pomodorino", di cui ho appena scritto una piccola recensione, mi sono imbattuto in un articolo pubblicato a settembre su repubblica.it a firma di Mariella Tanzarella. Lo riporto per contestarlo in alcuni punti

La pizza napoletana è low cost

Visto da fuori, sembra uno di quei locali associati a grandi catene, magari in franchising. Grandi, con molti coperti, rumorosissimi. Impostazione partenopea, prezzi medio-bassi e qualità idem, salvo eccezioni. E invece? Il Pomodorino ha ristoranti a Napoli e a Milano (via Friuli, Solari, Morosini, prossimamente via Crema). Ma ha qualità più che accettabile e prezzi davvero contenuti. Certo, l' ambiente è vastissimo e c' è un po' l' effetto mensa, o meglio, villaggio-vacanze. Il rumore non è attutito. E può capitare che la pasta della pizza si inumidisca un po' e cuoccia meno al centro... Però tutto il resto funziona. I camerieri, pur affannati a servire un numero impressionante di clienti, sono gentilissimi. La pizza (5,30 euro la Margherita), incidenti a parte, è simil-napoletana, fatta con buoni ingredienti. I «cuoppi», i cartoccetti pieni di delizie fritte (mozzarelline, panzerottini, arancini, verdure, 5, 50, oppure tutto pesce, 8,20), sono sfiziosi. E tutto è economico. Il segreto (forse): non è franchising, e tutto, compresi i dipendenti, viene scelto e controllato dai quattro soci napoletani. Il Pomodorino, via Morosini 5, 0255180320, sui 25 euro, carte di credito, sempre aperto. - MARIELLA TANZARELLA
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Dunque innanzitutto Il Pomodorino è un marchio in franchising (basta andare sul loro sito per trovare la sezione "franchising", appunto). In secondo luogo l'espressione "può capitare che la pasta della pizza si inumidisca un po' e cuoccia meno al centro" è assolutamente senza senso, può dirla solo chi non ha idea di che cosa sia un impasto e come funzioni una cottura. E che vuol dire pizza simil-napoletana? La pizza di Il Pomodorino è una pizza di tipo napoletano. Le pizze "simil napoletane" sono ben altre: quella della vicina Taverna, per esempio; o quella di Maruzzella in Porta Venezia; quella della Cuccuma in zona Loreto. Ma per non sembrare l'avvocato di Il Pomodorino vi dirò anche un'altra cosa: non è vero che "tutto è economico": a meno che non sfruttiate i menu a ora di pranzo (quelli sì molto convenienti: 7 euro margherita, acqua e macedonia), a cena e nel week end una margherita e una birra con gli amici a cena vi costeranno circa 15 euro e il prezzo salirà oltre i 20 euro in caso di dolce o antipasto e caffè o limocello. Certo che c'è anche di peggio in giro (soprattutto con una qualità nettamente inferiore), ma dire che Il Pomodorino è economico è un po' troppo...
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Di Franco (del 18/03/2009 @ 21:19:00, in Pizza e gusti, linkato 257 volte)
Tre rondini fanno primavera, se non stiamo parlando delle stagioni meteorologiche, ma di pizza!

È con grande piacere che torno a recensire una pizzeria dopo tanto tempo, merito di una 'new entry' nel panorama milanese.

Si tratta di "Il pomodorino" di Via Crema, vicino alla metropolitana di Porta Romana. È il quarto ristorante della catena, gestito da Davide, in precedenza alla guida del Pomodorino di Via Solari, sempre a Milano.

Tre rondini, dicevamo, perché tre sono state le volte che ho voluto provare questa pizza prima di scriverne. Ed è effettivamente “primavera”: questa pizza si colloca senza nessun dubbio al vertice della graduatoria milanese meritandosi un 8 e mezzo.

La pizza del Pomodorino di Via Crema si distingue da quella degli altri locali del medesimo franchising (con i quali condivide per il resto il buon livello complessivo degli ingredienti e la gradita abbondanza di basilico) in virtù di due punti di forza.

Il primo è l'impasto, merito del maestro Salvatore Marigliano, pizzaiolo "da tre generazioni", come mi ha raccontato oggi. Morbido, consistente e saporito, questo impasto dà soddisfazione senza appesantire. La pizza risulta incredibilmente “ariosa” e dona persino un senso di freschezza che resiste al caffè e vi farà compagnia ancora qualche ora. Solitamente diffido di impasti troppo bollosi (in genere figli di tanto lievito e poco riposo); in questo caso devo invece dire che la pizza non ha mai dato problemi di digestione. Credo che il merito di questa ariosità vada ricercato nel tipo di lievitazione… ma guai a toccare il segreto del maestro pizzaiolo!


Il secondo piccolo capolavoro è la qualità della cottura con tanto di cornicione a ''macchia di leopardo", una vera chicca introvabile altrove. Volete sapere quanto tempo impegano a cuocere una pizza? 55 secondi, un tempo assolutamente eccellente indice di un forno sempre ben caldo ed equilibrato al cielo e al suolo.
Qualcuno dei miei accompagnatori non ha esitato a fare accostamenti con il gotha della pizza napoletana, Michele a forcella. A mio avviso il paragone è eccessivo: la maestria dell'impasto, pur notevole, non eguaglia – per consistenza e digeribilità – i maestri di Napoli e anche il fior di latte, che pure è ai vertici di quanto disponibile a Milano, non può avere il sapore del prodotto di Agerola.
Resta comunque il grande merito del Pomodorino di Via Crema di aver stabilito un nuovo punto di riferimento per chi vuole mangiare la vera pizza napoletana a Milano.

Note di "contorno". Al pomodorino si mangiano anche tante altre cose buone, su tutte consiglio ‘O cuoppo ‘e Zi Filippo, una frittura mista molto gustosa. Da provare, per chi non resiste al fascino delle verdure, la pizza con peperoni, zucchine e melanzane o la “Ferdinando IV” con melanzane fritte. E se ancora non sapete che cosa sono i friarielli, beh… scegliete la salsiccia, friarielli e provola e scoprirete una nuova dimensione del gusto (e se trovate che la salsiccia non è un gran che non ditelo a Davide che si offende!).
A pranzo scegliete il menu pizza: margherita o marinara, acqua e macedonia a 7 euro.
Invece a cena preparatevi a spendere molto di più: si parte dai 2 euro del coperto, una birra media vi costerà 4,50 euro e una bottiglia d'acqua da un litro 3 euro

Buon appetito a tutti!
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Di Franco (del 02/02/2009 @ 21:09:39, in Letteratura, linkato 61 volte)
Color dal sol dipinto sì reale
svanisci tra le dune d’improvviso
miraggio d’immortale desiderio
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