La GSR 600 e le sue concorrenti
Di Franco (del 17/12/2005 @ 11:10:00, in Moto, linkato 2375 volte)
Sono disponibili on-line i test della Suzuki GSR 600 fatti in Spagna (Motorbox, Infomotori, Motonline). Dalle prove emerge una moto molto equilibrata, con grandi capacità dinamiche.

Rispetto alla concorrenza (Hornet e FZ6), la GSR è migliore nel comparto frenante (dischi flottanti da 310 mm e pinze a 4 pistoncini contrapposti all'anteriore e freno posteriore ben modulabile), nell’erogazione ai bassi, nelle sospensioni (forcella regolabile e sostenuta e mono con leveraggi appoggiato su un forcellone decisamente migliore di quello di FZ6 e Hornet), nella strumentazione (mix analogico digitale con indicatore di marcia inserita), nella modernità delle soluzioni adottate per la costruzione del motore. Il tutto senza trascurare il comfort (pedane posteriori con silent-block, sella generosa e morbida, maniglione). Insomma, con meno soldi (ricordo che il prezzo è di 7.095 euro FC, il che significa 6.500-6.600 euro dopo immatricolazione e sconto) ci si porta a casa una moto migliore della concorrenza diretta. Dov’è il trucco? Non c’è: Suzuki è semplicemente l’ultima arrivata e ha potuto offrire un prodotto ampiamente ispirato alla FZ6 (vedi disegno del telaio e forma del faro anteriore), che ne risolvesse la maggior parte dei suoi difetti: forcella morbida, forcellone senza leveraggi, poco corpo ai bassi. La Hornet resta ormai indietro anni luce con il suo motore – affidabile, per carità – ancora a carburatori e soprattutto con la sua estetica che sa sempre più di posticcio. Volendo giudicare così, da quello che ho potuto leggere e vedere al salone di Milano, direi che la GSR, pur non brillando in fatto di estetica, ha le carte in regola per sbaragliare la concorrenza diretta. La strategia di Honda di posticipare il più possibile l’uscita di una “vera” nuova Hornet si rivelerà senz’altro perdente quest’estate e potete stare sicuri che già a settembre Honda si muoverà (a meno che non lo facciano già a marzo!). Quanto a Yamaha, la bella FZ6 resta indubbiamente la regina dell’estetica (questa GSR ha un posteriore non proprio elegante), ma gli uomini del marketing per contrastare la GSR non dovranno permettersi passi falsi come il problema del TPS e dare un’immagine che punti anche sull’affidabilità, oltre che su Valentino. Alla finestra, in una posizione prvilegiata, resterà a guardare la Z750, forte del suo plus di cilindrata e prestazioni, di un prezzo concorrenziale e di un look estetico fuori dalle righe. Indirizzata a un pubblico sicuramente in cerca di una moto più “cattiva” e “inospitale”, credo che la Z750 non risentirà troppo della battaglia tra le 600.
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