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Test CBF 500
Di Franco (del 10/10/2005 @ 19:00:00, in Moto, linkato 5801 volte)

Sul mio sito tempo fa ho inserito la mia recensione della CBF 500, che è... la mia moto! La riporto anche qui. È datata Agosto 2005.

La CBF oggetto di questa prova ha percorso circa 15 mila km in un anno. La moto è stata dotata di staffe e piastra per baule GIVI, di tamponi paratelaio Euroracing e cavalletto centrale originale. Nei primi kilometri sono anche stati provati due cupolini della GIVI e della Fabbri. L'ultima modifica apportata sui 6.000 km è il manubrio in ergal e relativi bilancini della PBR.

Considerazioni generali

La moto ha un design classico ed elegante; la linea non presenta soluzioni particolari a parte il faro posteriore ereditato dallo scooter SH mod. 2003 che ingloba gli indicatori di protezione. Le cromature non sono troppo abbondanti e la verniciatura è resistente ai graffi; gli adesivi sono rivestiti di una patina antiusura. La sella è molto bassa (770 mm) e le pedane piuttosto alte; questo, in aggiunta al manubrio con una curvatura quasi da custom crea una posizione di guida tutt'altro che ergonomica e buona solo per le persone alte meno di 1,70 m. Sostituendo il manubrio con uno più largo, basso e avanzato le cose migliorano leggermente, ma sarebbe opportuno alzare la sella di almeno 20 mm e/o arretrare leggermente le pedane. Nonostante in Honda abbiano dichiarato di aver fatto sforzi per cercare una posizione ottimale, la posizione di guida merita un'insufficienza piena. Bene invece i comandi al manubrio e i pedali di cambio (regolabile) e freno posteriore. Sotto la sella del passeggero lo spazio non è ampio, ma è abbastanza sfruttabile. Ottima la dotazione attrezzistica e la posizione dei fusibili a portata di mano.

Motore e cambio

Il bicilindrico offre delle prestazioni veramente ottimali fino ai 5.500 giri erogando generosamente coppia e potenza. Tra i 5.500 e i 6.500 giri però la moto "muore", a causa di un vistoso buco dell'erogazione per poi riprendersi sui 7.000 giri e salire bene fino a 10.000 giri. Inutile insistere oltre fino agli 11.500 giri. Il cambio è morbido e ben rapportato; la corsa della leva è un po' lunga con un azionamento a volte un po' rumoroso, ma non ha mai dato problemi particolari. Complessivamente la moto si presta a un utilizzo tranquillo, con invito a cambiare sui 5.000 giri, e a un utilizzo sportivo tenendo il motore allegro sopra i 7.000 giri. Nella vita di tutti i giorni è possibile spremere per bene almeno tutte le prime tre marce divertendosi e senza rischiare punti della patente.

Alla guida

La gommatura generosa (120/70 anteriore, 160/60 posteriore) garantisce un'ottima tenuta di strada. Gli pneumatici di serie (Battlax BT57) sono molto duri e non offrono grande grip; in compenso non hanno mai "tradito" e durano il 50% in più degli pneumatici più performanti. Complessivamente la moto è molto maneggevole e la struttura telaistica - quel monotrave così inadeguato alla moto da cui deriva (Hornet 900) - è invece adeguata ai 57 CV della moto. L'inserimento in curva è veramente rapido, mentre è più difficile - a causa proprio della conformazione del telaio - percorrere stabilmente curvoni veloci. Le sospensioni hanno una taratura morbida sull'anteriore (che va in crisi nella guida sportiva ma rende molto confortevole la guida cittaadina, specie sul pavé); un po' troppo rigida e nervosa, invece, la taratura del mono posteriore, anche lavorando sul precarico. Benissimo la frizione che dimostra una flessibilità di utilizzo non comune. Il disco singolo anteriore è adeguato alla potenza espressa dalla moto, anche se l'impianto ha dimostrato una certa tendenza a incamerare bolle d'aria, richiedendo più di uno spurgo. Anche il freno posteriore è ben sfruttabile e non tende al bloccaggio. I consumi sono complessivamente bassi e oscillano dai 21-22 km/l per chi guida tranquillo a un massimo di 15 km/l nella guida al limite. In media ho registrato circa 17 km/l.

Manutenzione

A parte gli interventi di manutenzione sull'impianto frenante anteriore, segnalo solo la rottura del fusibile della ventola del radiatore (forse a causa di un contatto tra il lucchetto a U e la scatola dei fusibili) e la precoce usura della catena di trasmissione secondaria. La moto non ha però presentato alcun inconveniente. I tagliandi sono cari come quelli di ogni altra moto, ma in compenso non è difficile imparare a fare da sé.

In sintesi

La CBF 500 è una moto tuttofare molto versatile e adatta alle scuole guida come al motociclista esperto (purché non troppo alto!). La qualità complessiva è ottima così come i consumi e l'affidabilità. Per chi usa la moto tutti i giorni con ogni tipo di condizioni meteo e sui percorsi più vari - dalla città all'autostrada all'extraurbano - è una compagna di viaggio difficilmente sostituibile.

Per la scheda tecnica e le foto rimando al mio sito

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