Golgotha

Venerdì santo 2001
Confronto poetico sul tema
Golgotha: un luogo storico, un'emozione
- di Mario Cipresso, Mauro Giaciglio, Franco D'Annato, Daniela Gemito -

 


Mario Cipresso

Golgotha

Cammino tra le macerie
di questa città senz'anima
la cenere sparsa ricorda il dolore
delle donne uccise da nemici violenti
uomini ormai vecchi calpestano cadaveri innocenti
Crescono cespugli di crisantemi
nella mia anima impura
Salgo le scale del Golgotha
attraverso il calvario del mio dolore
di una vita distrutta,
di un corpo solo e vuoto
e la mia croce non vuole abbandonarmi

 

Mauro Giaciglio

Golgotha

La città distrutta invoca perdono
invano
le anime cercano purezza & paradiso
ma per loro
solo la graticola dell'inferno
solo la morte senza luce
solo il nettare della disperazione
solo corpi di teste tagliate
mani braccia gambe
gettate in ordine sparso
con il capo chino
cosparso di cenere densa
cerco violente risposte ai miei perché

 

Franco D'Annato

Golgotha

Non più il sole beffeggiò
gli aridi campi riarsi:
una nuvola grigia di lacrime
stese il suo pianto sulla storia
Compagno dell'uomo solo
il grave peso di una croce

Infinitamente arduo salì
(sudore e sangue sull'amarezza)
il colle empio di furore:
stolti, gli uomini deridevano la storia
compagna sola dell'uomo
frustrato e frustato

Padre, padre, padre!
Mai nessuno rispose
Languide, le gocce di sangue
rigarono le rocce deserte

Golgotha! Croce inutile
Golgotha! Disillusa tenerezza
Golgotha! Patita solitudine
Golgotha! Lento destino

 


Daniela Gemito

Golgotha

Sangue cresce
nella direzione del nulla
e il cadavere si disfa
all'incrocio di rami.
Fu pena e deserto
di paesaggio umano,
strazio-lamento
su cui tuonò silenzio.
Empia prole
di padre assente
frutto misterioso
di incerta madre,
soffocata dal pianto,
risale oscuri metri
di funerea roccia.
E nessuno, in fondo,
ad attendere l'uomo.

 

 

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